FINANZIATO DALLA
PROVINCIA DI ANCONA
PER “LEGGERE IL 900″ DEL 2006
IL PROGETTO
Mai come oggi la società è caratterizzata dalla convivenza tra industria e qualità della vita.
L’incessante aumento dell’industrializzazione ha determinato, nel corso del ‘900, continue modificazioni nel territorio e negli stili di vita. Non sempre, però, questa convivenza ha trovato un giusto equilibrio.
Nel territorio marchigiano, uno degli elementi che maggiormente caratterizza la bassa valle dell’Esino, da un punto di vista economico, sociale, ambientale e culturale, è la raffineria dell’API di Falconara.
Tale raffineria viene spesso vista solo come un elemento di danno ambientale e sanitario o, di contro, come un’opportunità di lavoro e crescita economica. Non è molto diffusa la lettura che l’API abbia influenzato spetti ben più profondi portando il territorio ad essere così com’è.
Il presente progetto si propone di capire in che modo e quanto la presenza dell’API abbia influenzato lo sviluppo sociale, economico, culturale e ambientale del territorio in cui si trova incidendo sulla sua trasformazione nel corso del ‘900.
Punto di forza del progetto è, inoltre, quello di presentare, con un modello di analisi e comunicazione differente, una situazione che fino ad ora è stata affrontata e presentata solo in un ottica tecnico – scientifica. Tale modello usufruisce, infatti, di due strumenti: l’approccio integrato e il teatro.
LE FASI DEL PROGETTO
CONOSCERE. Sono stati incrociati i dati ambientali “oggettivi” con le informazioni sulla “percezione” dell’ambiente ricavati da questionari sottoposti alla popolazione. Questo ha permesso di capire quanto l’API abbia influenzato l’evoluzione del territorio, sia da un punto di vista ambientale che culturale. Il progetto ha permesso di andare oltre l’approccio settoriale comunemente usato e di portare avanti uno studio che, basandosi sul principio di sviluppo sostenibile, ha tenuto in considerazione i diversi elementi in maniera integrata.
ELABORARE. LABORATORIO TEATRALE “L’API E IL CITTADINO”
Ha rappresentato, attraverso la finzione scenica, le molteplici realtà che coesistono nella problematica convivenza tra l’API e il territorio che la ospita. Si è analizzato questo fenomeno socio-ambientale, non solamente usando lo sguardo tecnico scientifico a cui si è soliti ricorrere, ma includendo nell’indagine anche testimonianze dirette, impressioni, aspettative che, attraverso il linguaggio teatrale, hanno evidenziato aspetti sommersi di tale fenomeno, rendendo visibile ciò che è invisibile.
Il laboratorio, gratuito e aperto a tutta la popolazione, è durato 3 mesi con incontri a cadenza settimanale della durata di 3 ore (intensificati in prossimità della preparazione della rappresentazione finale). Condotto da Javier Cura.
ASTRARRE. Gli elementi tecnici sopra individuati sono stati tradotti in linguaggio teatrale. Ciò ha facilitato la diffusione del progetto all’esterno e ha consentito di analizzare i dati in un’ottica non prettamente tecnica.
Tale modello, grazie al teatro, ha permesso alla popolazione di fare proprio il processo di cambiamento del territorio in cui vive, tramite un’introspezione dell’elemento che più di ogni altro caratterizza e influenza quel territorio, cioè l’API.
Inoltre il teatro ha dato l’opportunità di analizzare il fenomeno rendendo visibile quello che è invisibile, apportando una consapevolezza di tutti gli aspetti per arrivare ad una condivisione del fenomeno stesso. Il teatro consente, infatti, di sviluppare e rendere visibili i diversi ruoli, le diverse situazioni, le reti di relazioni e diversi interessi senza prendere una parte, facendo rivivere allo spettatore tutta la dimensione della situazione.
CONDIVIDERE. LA RAPPRESENTAZIONE FINALE
Una varietà di voci si riunisce per comporre dei quadri contemporanei, a volte grotteschi, a volta idealistici intorno al tema dell’API . Un tema dai due volti, da un lato il nostro fabbisogno innegabile di energia per sostenere la crescita economica e il nostro benessere materiale, dall’altro la nostra estrema fragilità ambientale e umana.
Per questo tema locale che rispecchia il globale, è stato convocato un coro polifonico composto dai cittadini dei dintorni, dai lavoratori dell’API e dai rappresentanti dei Comitati, con l’obbiettivo, senza giudicare a priori, di portare luce e consapevolezza su questo delicato equilibrio. Regia di Javier Cura.
ESPORTARE. Il seminario rappresenta il momento finale di condivisione dei risultati raggiunti e il tratto d’unione tra gli aspetti tecnici e quelli culturali e percettivi. Analisi Ambientale effettuata da Paola Leuci per Teatro Terra di Nessuno e da Gaia Galassi per la Lupus in Fabula.
IX EDIZIONE CONCORSO TEATRALE 'OMAGGIO A MENAD EL HADJA'
Nuova gestione al SopPalco di Marco Mengoli
2010 Odissea sul SopPalco






